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Quante volte abbiamo sentito dire “la frutta è importante nella dieta”? E quante volte abbiamo sentito parlare del diabete? I due fattori talvolta viaggiano insieme, soprattutto quando si parla di zuccheri della frutta.

Anche un bambino sa che diabete significa troppo zucchero nel sangue. Si rende dunque necessario un regime alimentare che introduca pochi zuccheri nel corpo; nel caso contrario, l’insulina che il nostro pancreas non produce più va manualmente introdotta nel circolo sanguigno.

Ma che cos’è effettivamente il diabete? Ne esistono forme diverse: il mellito 1, il mellito 2 e il gestazionale. La prima è una malattia autoimmune, ossia una condizione per la quale il corpo riconosce come estranee le cellule adibite alla produzione di insulina e provvede a distruggerle. La seconda dipende dalla scarsa secrezione di insulina oppure dalla resistenza dei tessuti all’ormone. La terza è una condizione transitoria, tipica del periodo di gravidanza.

Le forme appena descritte sono le principali. È possibile che se ne manifestino altre, solitamente più rare.

Ma quindi quali sono le strategie che possiamo mettere in atto per cercare di contrastare questa patologia o, per lo meno, arginarla? Sicuramente seguire un’alimentazione adeguata,  assumere farmaci sotto prescrizione medica; praticare sport, come nuoto, tennis e corsa veloce, a condizione che tutte le attività siano aerobiche.

E quale frutta è più consigliata nella dieta di un diabetico? Scopriamolo insieme!

Anguria e Melone

melone e anguria frutta contro il diabete

L’anguria e il melone, frutti tipicamente estivi, sono frutti particolarmente indicati all’interno del regime alimentare di persone affette da diabete. L’anguria contiene 3,7 grammi di zuccheri ogni 100 grammi di prodotto, una quantità ridotta che consente anche al diabetico di mangiarla. È preferibile assumerne al massimo 200/300 grammi in una settimana, magari lontano dai pasti, in più porzioni e in giorni diversi. In questo modo, l’organismo saprà meglio gestire gli zuccheri in entrata.

Il melone, invece, aiuta a regolare il metabolismo dell’insulina, come dimostrano recenti studi scientifici. La sua assunzione, dunque, evita pericolosi picchi di zuccheri nel sangue, stabilizzandone i livelli. Contiene soltanto 7,4 grammi di zucchero ogni 100 grammi di prodotto ed è molto ricco di potassio, sali minerali e vitamine.

Come se non bastasse, il melone aiuta anche a ridurre lo stress ossidativo a carico dei reni, prevenendone le malattie. Anche in questo caso, l’assunzione è consigliata lontana dai pasti così che la quantità ingerita passi velocemente all’intestino, senza mescolarsi con altri cibi nello stomaco.

Entrambi i frutti sono ipocalorici e abbondantemente ricchi di acqua, per cui mangiarli non può che apportare benefici. Consumati a fette o a pezzi risultano sfiziosi e rinfrescanti, ma si possono realizzare tante gustose ricette, come sorbetti, macedonie miste e spiedini colorati.

Limone e Arance

limoni e arance frutta contro il diabete

I due agrumi, emblemi del giallo e dell’arancione, sono altamente consigliati nell’alimentazione delle persone a cui è stato diagnosticato il diabete. Sono utili soprattutto nel caso in cui si soffra di diabete mellito di tipo 2. Inoltre, offrono un valido aiuto anche nel trattamento di obesità, gotta, ipertensione ed arteriosclerosi.

Tutti i frutti appartenenti al genere Citrus sono consigliati, grazie al naturale contenuto di acidi organici, sostanze antiossidanti, vitamine e flavonoidi. Questi ultimi sono dei composti chimici naturali e altamente apprezzati per le loro proprietà.

Approfittando dello spuntino di metà mattina o della merenda per gustare arance fresche, non solo aiuteremo il nostro corpo a regolare i livelli di zucchero nel sangue, ma gli forniremo un carico abbondante di vitamina C, fondamentale per la produzione e l’assorbimento di altre sostanze.

acquista online limoni e arance su fruttaweb.comSe le arance sono gradevoli gustate “pure”, altrettanto non si può dire dei limoni, famosi proprio per la loro acidità e asprezza. Un valido aiuto potrebbero essere le ricette che comprendono i limoni tra gli ingredienti e che permetterebbero di assumere le sostanze necessarie, senza patire il retrogusto acidulo. Ad esempio, potremmo preparare dei dolci, utilizzando l’estratto di Stevia al posto dello zucchero classico per ridurre l’apporto zuccherino. Più semplicemente, potremmo affettare sottilmente un limone, dopo averlo pelato a vivo, quindi dopo aver eliminato la parte esterna bianca (più amarognola) e la buccia e sforzarci di mangiarne qualche fettina.

Mirtilli e Fragole

Per chi soffre di diabete, i mirtilli possono rappresentare un valido aiuto, un amico da tenere sempre a portata di frigorifero. Il simpatico frutto di bosco bluastro ha trovato sempre più affermazione nel campo alimentare, diventando anche un alleato della salute. Questi frutti, infatti, costituiti per la maggior parte di acqua, contengono soltanto 5 grammi di zuccheri per 100 grammi di prodotto. Una quantità, questa, che apre la strada verso il menù dei diabetici, sempre attenti a ciò che ingeriscono.

Studi scientifici hanno dimostrato che mangiare regolarmente mirtilli oppure bere il loro succo, fornisce un grande aiuto al sistema cardiovascolare e contribuisce a regolare i livelli di zucchero nel sangue.

Come abbiamo più volte ripetuto in questo articolo, l’assunzione di frutta è consigliata lontana dai pasti.

Le fragole le conosciamo molto bene, sia perché il loro profumo è inconfondibile e segno dell’estate che si avvicina, sia perché sono frutti associati al colore rosso, come pochi altri. I bambini le adorano e i grandi anche.

mirtilli e fragole frutti per diabetici

Da un punto di vista nutrizionale, gli zuccheri contenuti in 100 grammi di fragole sono pressoché gli stessi dei mirtilli. Oltre a questo, sono ammesse nel regime alimentare di chi soffre di diabete anche perché migliorano la sensibilità dell’organismo all’insulina. Se vi sembra poco, le fragole sono anche amiche del fegato, in quanto lo depurano, e dell’intestino, poiché contrastano bene diarrea e gastrite.

Si possono altresì nominare le vitamine naturalmente contenute e le sostanze antiossidanti che rallentano il normale processo di invecchiamento cellulare.

Di contro, va detto che le fragole sono spesso coinvolte nei disturbi gastrointestinali, soprattutto quando se ne abusa, e che l’acido ossalico contenuto, in grandi quantità, contribuisce alla formazione di calcoli renali o biliari.

Insomma, che sia estate, autunno, mattina o pomeriggio, la frutta va mangiata regolarmente, possibilmente lontano dai pasti. Ricordate di variare la vostra selezione e di scegliere sempre frutta di stagione, così da ricevere il massimo del gusto e dei nutrienti.

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