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Il frutto del dragone o Pitaya è un frutto tropicale dai mille benefici ed usi.

Viene usato contro il diabete e contro lo stress psico-fisico, dal gusto dolce. In Cina, dopo il suo arrivo iniziò a circolare la leggenda secondo la quale si pensava che fosse un uovo di drago, a questo deve infatti il suo nome particolare.

La pianta

frutto del drago

Il frutto del dragone, cresce da una pianta rampicante appartenente alla categoria delle piante grasse e utilizza come sostegno alcuni alberi, arrivando fino a 10 metri di altezza. L’impollinazione avviene tramite pipistrelli e falene, infatti la sua fioritura avviene durante la notte e più volte l’anno. Ama particolarmente i climi tropicali e può morire a temperature troppo fredde sotto lo zero. La forma è quella di un cactus con rami lunghi anche 10 metri molto ramificati e spine lunghe anche 4 mm. I fiori sono di colore bianco-verde e producono nettare per attirare gli impollinatori. Il frutto è di colore rosa, mentre la polpa è di colore bianco o rosso con numerosi semi neri all’interno, che sono commestibili. Il gusto è dolce e delicato come il profumo. La polpa ha un sapore paragonabile a quello del kiwi e delle pere ed ha un basso contenuto calorico pari a 36 Kcal per 100 grammi. La pianta è originaria dell’ America centrale, poi esportato in Asia, Australia, Cina e in molti altri paesi. La si può trovare anche nell’area mediterranea dove viene coltivata sopratutto per fini ornamentali.

Proprietà e benefici

Il frutto del dragone è ricco di vitamine A,B,C; in particolare la B1 che aiuta a trasformare gli zuccheri in energia e la B3, utile per la circolazione. Contiene molte proteine ed ha un ruolo importante nel riequilibrio fisiologico intestinale e immunitario. Per il suo basso contenuto calorico è un ottimo alleato della dieta e per combattere il colesterolo, inoltre è ricca di antiossidanti che proteggono dai danni dei radicali liberi che possono accelerare l’invecchiamento e la formazione di tessuti cancerogeni. Come molti frutti è ricco di fibre che aiutano in caso di stitichezza e regolano la pressione sanguigna. Annoverate anche le sue proprietà diuretiche, che aiutano nel contro la ritenzione idrica. Nei semi si può trovare un alto contenuto di acidi grassi, vitamina E e C, fosforo e ferro.

Come si mangia il frutto del drago

frutto del dragone

Il frutto del dragone è molto facile da pelare e la polpa può essere mangiata direttamente con un cucchiaio o tagliata a fette. Nei paesi di origine è molto diffuso anche in forma essiccata e importata come snack in tutto il mondo. Dona l’energia necessaria per affrontare la giornata senza compromettere la digestione. Per esaltarne il gusto, spesso, si aggiunge limone e zucchero al frutto fresco e lo possiamo trovare anche nei frullati o nei cocktail come ” l’agua de pitaya”, molto in voga nei paesi di origine di questo frutto. Il prezzo sul mercato può variare dai 7-10 euro e solo recentemente è stata facilmente reperibile anche in Italia.

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Come si coltiva

Essendo una pianta tropicale, deve essere coltivata in zone prevalentemente soleggiate con apporti di acqua regolari nel periodo estivo. Resiste bene all’aridità, ma per avere una produzione continua si consiglia di procedere in questo modo. La tecnica di coltivazione ottimale per questa coltura è la talea, uno stelo messo a dimora da radici molto rapidamente. La seminazione è utilizzata di rado perchè i semi devono essere sovramaturi e vanno messi in un terreno ben drenato e ricco di torba. La germinazione avviene dopo 20 giorni dalla semina con temperature ottimali da 18-21° C e una volta in crescita necessita di sostegni a causa della sua natura epifitica. Per quanto riguarda la concimazione è consigliata una volta al mese con concimi specifici. L’irrigazione deve essere regolare per avere una buona produzione, ma l’apporto d’acqua deve diminuire nella fase di prefioritura per permettere la fuoriuscita dei fiori. Una volta pronta, la raccolta avviene 30-50 giorni dopo la fioritura e può avvenire fino a 5 volte nei paesi d’origine. In generale la pianta è poco soggetta ad attacchi da parte di parassiti, ma può comunque essere soggetta ad attacco da parte di uccelli.

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