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La ciliegia corniola

Un’ idea per un pensiero originale alla propria moglie o fidanzata potrebbe essere un cestino di ciliegie corniole. Queste ciliegie, infatti, hanno una forma che molto si avvicina al cuore e per questo potrebbero essere loro molto gradite.

Da cosa deriva il nome di questa varietà di ciliegie?

Il nome corniola è dato dalla somiglianza nella consistenza della polpa e nella forma con il frutto del corniolo. Il corniolo è un albero da frutto spontaneo, che appunto, produce frutti simili a questa varietà di ciliegia.

Zona di produzione

La ciliegia corniola è un prodotto tipico delle colline cesenati, dove ha trovato il giusto habitat.

Aspetto e caratteristiche della ciliegia corniola

La ciliegia corniola ha una forma unica, è, infatti, simile ad un cuore allungato. Il colore è un rosso scuro molto intenso ed è schiacciata alla sutura. Il sapore è dolce e croccante ed è molto zuccherina.

La maturazione avviene a fine giugno.

Un po’ di storia della ciliegia corniola, tra passato e presente

La storia di questa varietà di ciliegia è piuttosto antica. In uno scritto del 1665 dell’agronomo Vincenzo Tanara, L’economia del cittadino in villa, viene citato un autore latino minore, un tal Servio, che testimonia che, le ciliegie “Cornee” erano presenti ancor prima che Plinio nel primo secolo avanti Cristo ne attestasse l’esistenza. Nel Seicento poi il nome divento ciliegie Cornie.

Tra il Settecento e l’Ottocento è questa varietà di ciliegia è presente negli acquerelli del Majoli, ove appaiono frutti simili all’ attuale corniola.

La tradizione della corniola si perde nel tempo, ma lo sviluppo di questa coltura si è verificato negli anni Trenta del Novecento, quando nella zona di produzione sono cresciute le aziende di trasformazione per la produzione di confetture e sciroppi.

Negli anni Sessanta è poi cominciato il declino di questa varietà dovuto alla bassa resa e all’ eccessivo costo della raccolta. Gli impianti erano, infatti, costituiti da alberi alti fino a 20 metri e distanti una decina l’uno dall’ altro, per un totale di circa cento alberi all’ ettaro.

Negli ultimi anni, invece, la produzione è tornata a crescere e a tornare redditizia, oltre che per il sapore, anche per la modifica del sistema degli impianti. Infatti, oggi, gli alberi sono più bassi e più vicini, in modo da consentire la raccolta da terra a costi inferiori. Gli alberi sono quattromila all’ettaro con una resa di cinquanta o sessanta quintali.

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