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In ogni cultura, i miti sulla frutta sono ricorrenti, basti pensare alla mela di Adamo ed Eva. La leggenda filippina sull’ananas è particolarmente curiosa ed interessante ed  è raccontata soprattutto ai bambini affinché obbediscano sempre ai genitori.

La leggenda filippina sull’ananas

Le leggende

La buccia dell’ananas è costituita da molte infruttescenze, che assomigliano a un occhio umano. Il mito filippino ci narra come questi “occhi” sono stati coperti dalla pelle diventando il frutto.

ananas fresco fette

La leggenda sull’ananas

Una donna poverissima e la figlia Pinya, una bambina molto pigra con un bel ciuffo di capelli, vivevano in una piantagione di frutta. La madre lavorava sempre per “portare a casa la pagnotta”, mentre la figlia giocava tutto il tempo in giardino, senza mai aiutare la madre nelle faccende domestiche.Tutte le volte che la madre le chiedeva aiuto, Pinya rispondeva di non riuscire a trovare l’oggetto che sarebbe servito a pulire e quindi non avrebbe potuto svolgere le faccende e quindi tornava a giocare in giardino. Anche quando Pinya cominciava qualche lavoro in casa, a metà  mollava e andava a giocare. Di conseguenza, era sempre la madre a sbrigare le faccende domestiche.

La madre pensava che a forza di rimproveri la figlia avrebbe cominciato a fare quello che le diceva, mentre la figlia, in quanto unica, riteneva di poter sempre procrastinare le faccende perché alla fine le avrebbe svolte la mamma.

Un giorno però, continua il mito, le procrastinazioni di Pinya hanno superato il limite di tolleranza della madre; la donna, infatti, si è ammalò e non era più in grado di fare i lavori di casa. Pinya era, quindi l’unica in grado di mandare avanti la casa e provvedere alla madre malata. La donna le chiese di cucinare il porridge, ma la bambina non rispose e continuò a giocare in giardino, così iniziò a urlare con tutte le sue forze che aveva finché la bimba non la raggiunse in camera e le rispose che cucinare, per lei, era troppo difficile.

La madre le disse, allora, che era molto semplice e che bastava mettere il riso in una pentola e farlo bollire. La figlia andò in cucina, la madre, dopo aver sentito rumore di pentole e cassetti, sentì che la porta d’ingresso si chiudeva. Urlando richiese alla figlia se stesse cucinando come le aveva detto e Pinya rispose che non stava cucinando perché non trovava il mestolo.

La madre allora le lanciò un anatema: “Vorrei che ti crescessero mille occhi sulla testa, cosicché tu possa trovare per una volta le cose”. Pinya scomparve e la madre dovette fare tutto da sola, anche se fortemente debilitata.

Non vedendola più da qualche giorno, la madre andò a cercare la figlia, ma non riuscì a trovarla e notò che in giardino, proprio nel punto in cui giocava sempre Pinya, stava crescendo una pianta con foglie aperte simili ai suoi capelli e con una forma testa simile a quella di un bambino con mille occhi. La madre ricordò la sua “maledizione” e scoppiò in lacrime.

Derivazione del nome

Dalla nome della protagonista della leggenda filippina, Pinya, deriva il vocabolo inglese pineapple, che appunto significa ananas.

ananas

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