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Verdure con la T 

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Verdure con la T

Ogni stagione ha i suoi frutti e le sue verdure, la terra ne dona sempre di diversi per lussureggiare chi non può farne a meno. Una verdura tipicamente autunnale, che dona buon umore e non passa inosservato per il suo colore splendente è quello che vogliamo proporvi noi di FruttaWeb.

Topinambur

Vanta origini lontane dell’Amer...

Verdure con la T

Ogni stagione ha i suoi frutti e le sue verdure, la terra ne dona sempre di diversi per lussureggiare chi non può farne a meno. Una verdura tipicamente autunnale, che dona buon umore e non passa inosservato per il suo colore splendente è quello che vogliamo proporvi noi di FruttaWeb.

Topinambur

Vanta origini lontane dell’America del Nord, da una pianta che abbonda in tuberi dolci e gustosi che proiettano reminiscenze di sapori del carciofo e della patata. Antica è la sua etimologia: Helianthus che deriva da due parole greche helios (sole) e anthos (fiore) in riferimento in quanto non può fare a meno di girarsi verso il sole.

Secondo una leggenda a scoprirlo fu l’esploratore francese Samuel de Champlain durante una spedizione esplorativa nelle terre vicine Cape Cod. Durante la spedizione, l’esploratore assaggiò un piatto tipico a base di topinambur e subito se ne innamorò scambiandolo, però, per un carciofo. Per questo motivo il tubero è conosciuto in America con il nome di Carciofo di Gerusalemme (anche se non ha nulla a che dividere con la famiglia dei carciofi, ma appartiene alla famiglia dei girasoli). Solo quando fu commerciato in Francia prese il nome con cui lo si conosce. Fu esportato poi in Germania e Inghilterra, ma in breve tempo venne soppiantato dalla patata. Il tubero ritornò di moda solo negli anni ’60 in America con un nuovo nome: sunchokes. Si spostò poi in tutta l’Europa divertendosi a prestarsi alle mille ricette.

In questo aneddoto un mistero però permane: Samuel de Champlain gli ha attribuito il nome Gerusalemme, forse fece per una assonanza con il nome girasole con il quale chiamarono la pianta del tubero. Oppure il nome deriva dal fatto che il topinambur divenne il cibo più utilizzato dagli esploratori facendolo diventare il simbolo della “nuova Gerusalemme”, cioè delle terre esplorate.

Il suo aspetto consta di un velo imperfetto e marroncino esterno, che nasconde un raffinato tessuto bianco all’interno. Non spaventatevi per i peli che ricoprono le foglie perché anche queste sono commestibili.

La verdura vanta di numerosi benefici: coccola il vostro intestino fornendogli una corretta regolarità, soffia delicatamente sullo stomaco l’inulina favorendo la digestione e stimolando la proliferazione della flora batterica. Il Topinambur è famoso per la sua forza nel combattere il colesterolo, i diabetici saranno super felici della sua esistenza, poiché rallentano l’assorbimento degli zuccheri e dei grassi.

Continuate a lasciarvi incantare da questo verdura perché è capace di donarvi anche i minerali: potassio, magnesio, fosforo e ferro, selenio e zinco. Per chi necessita di un sostegno maggiore per le ore lavorative, il topinambur si presta con piacere, perché combatte l’astenia e lo stress fisico e mentale. Soddisfa la fame dei bambini che nasceranno, consumato dalle mamme in attesa, aumenta la produzione di latte mammellare. Coltivato in inverno, vi dona per l’occasione l’80% del suo peso d’acqua biologica e le vitamine A, C e del gruppo B.

Le proprietà del Topinambur non sono ancora finite: il detox ne fa l’alimento perfetto per disintossicare il fegato, sono rafforzate dalla cospicua presenza di silicio che abbonda notevolmente sulla crosta terrestre dopo l’ossigeno. E’ un minerale che assunto in una dieta sana ha un effetto rimineralizzante in grado di migliorare l’assorbimento di calcio aiutando la calcificazione delle ossa. Depura grazie alla caratteristica intrinseca di attrarre a sé le tossine, con cui si lega neutralizzandole e agevolandone l’espulsione attraverso le feci. Dovete sapere che il silicio agisce come una potente calamita in grado di assorbire come una spugna, a partire dall’intestino, tutte le scorie tossiche e i metalli pesanti in particolar modo l’alluminio disseminati nell’organismo.

Un alimento altamente proteico contiene ben 20 aminoacidi vegetali biodisponibili sui 22 fino ad oggi individuati. Tra cui quello che vale la pena citare è l’arginina: efficace cicatrizzante indicato nei casi di ulcere e infiammazioni del tubo digerente. Rigenera le cellule epatiche, combatte i batteri in modo naturale, agendo mediante la stimolazione del sistema immunitario.

Servito cotto o crudo è una goduria a cui non si può rinunciare. Per le ricette frette si accosta bene alla preparazione di centrifugati: munitevi di 3 cotogne, 1 pera , 800 gr di topinambur, un cucchiaino di cannella, un pizzico di zenzero. Lavate bene i frutti, mixate tutti gli ingredienti ad eccezione della cannella che aggiungerete alla fine, mescolate ancora e cin cin, il vostro drink è pronto da sorseggiare.

Per chi è esperto della verdura sa che è famoso per l’utilizzo nella bagna cauda piemontese. Potete scegliere di deliziare i vostri ospiti cimentandovi in questa ricetta, che essendo sostanziosa varrà come piatto unico. Vi basterà sapere che anticamente, proprio durante i ritrovi e le cene tra amici che si preparava questa pietanza che col tempo è diventato il simbolo dell'amicizia e dell'allegria. Dunque che aspettate, è l’ora di mettersi ai fornelli. Vi serviranno 600 gr d’olio extra vergine d’oliva, 300 gr di acciughe, 1 pomodoro, 2 bicchieri di latte, 700 gr di topinambur. Pulite le acciughe, lasciatele in ammollo con acqua per 3 ore fino a quando non avrete eliminato tutto il sale; bollite i topinambur in una pentola con un pizzico di sale; scolateli e riponeteli insieme ad acciughe, olio e latte; cuocete a fuoco medio per un’ora, fin quando tutto non diventerà una poltiglia. A fine cottura servitelo nelle marmitte con il buco sotto per la candelina, che continuerà a cuocere e a tenere bollente la vostra bagna cauda. La potete accompagnare con grissini, pane, peperoni o cime di rape, o altro che preferite.

Se siete pronti per lasciarvi catturare non solo dalla storia misteriosa che nasconde questa verdura, ma anche dalla sua capacità di soddisfare nell’ambito culinario, non vi resta che provarlo. Potrete accompagnarlo con delle altre verdure come abbiamo riportato nella ricetta esposta prima, consumarlo in abbinamento ad altre pietanze cotte o crude. Tra realtà e leggenda si intreccia la storia del topinambur, una radice non solo molto buona ma anche sana, e come un vero e proprio pioniere dopo un lungo viaggio potrete decidere di sedervi e gustare un piatto dal sapore dolce e gustoso. Non vi resta che lasciarvi trasportare dalla sua magia!

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