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Fichi d'India

4 frutti circa 750 gr

Italia

Nati in Messico, importati in Europa da Colombo, adottati dal sole della Sicilia: sono i fichi d'India, da secoli protagonisti nelle nostre tavole grazie al sapore inconfondibile, alla freschezza e ad apprezzate azioni protettive per l'organismo.

4.6 / 5 - 14 recensioni

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Fichi d'India: proprietà, benefici, ricette

Appartiene alla stessa famiglia dei cactus, ma oltre alle spine offre un frutto delizioso che da secoli è presente nelle piantagioni del Sud Italia, al punto da essere diventato un alimento, a suo modo tradizionale. Il fico d'India è da tempo protagonista sulle nostre tavole, sia come complemento di un pasto sia come snack completo, nutriente e appagante: è quasi un frutto "tutto pasto", per i suoi alti valori nutrizionali, per la varietà di sostanze nutrienti che apporta, e più banalmente per le dimensioni e la consistenza.

A dispetto del nome, l'origine di questo frutto è nel continente americano. Per la precisione in Messico, sui cui altipiani desertici si sono sviluppate queste piante in grado di assorbire anche da terreni aridi e di restituirne una parte sotto forma di frutti dolci e profumati. I fichi d'India furono importati in Europa decisamente presto: già al ritorno di Cristoforo Colombo dal suo primo viaggio nelle Americhe, esemplari di questa pianta fecero il loro ingresso a Lisbona. Oggi, il fico d'India è un frutto "globalizzato", che cresce un po' ovunque vi sia un clima temperato: e proprio sulle sponde del Mediterraneo ha trovato un habitat a esso particolarmente congeniale.

Proprietà e benefici

I fichi d'India sono un concentrato di proprietà nutritive. Contengono al tempo stesso zuccheri e fibre, con i primi a fornire il carburante all'organismo e le seconde a prevenirne l'eccessivo assorbimento. Contengono anche molta vitamina C, che nutre e protegge il sistema immunitario.

Infine, il combinato disposto di fibre viscose contenute nella polpa, acqua di vegetazione in grande quantità e potassio, aiuta la regolazione intestinate e favorisce l'evacuazione. Al tempo stesso, i semi, se masticati (attività consigliabile, come vedremo più avanti), hanno proprietà astringenti. Da notare che i fichi d'india sono tra i pochi frutti a recare un apporto significativo di fosforo, che aiuta le funzioni cerebrali e del sistema nervoso.

Fichi d'india e diabete

Recenti ricerche hanno confermato la proprietà ipoglicemiche dei fichi d'India: significa che questo frutto, se consumato con cadenza giornaliera, regolarizza l’indice glicemico grazie alle fibre contenute nella sua polpa. In tal modo, l'assorbimento di zuccheri da parte del nostro organismo si riduce considerevolmente. Ciò rende i fichi d'India un alimento ideale per i diabetici, anche per appagare la loro ricerca di "dolce" senza ricorrere ad alimenti carichi di zucchero.

Non solo: avendo delle dimensioni non trascurabili, e recando al loro interno numerose fibre solubili, i fichi d'India inducono rapidamente il senso di sazietà. In pratica, consumando regolarmente fichi d'India lontano dai pasti, saremo meno tentati dall'idea di mangiare snack e altri alimenti ricchi di zuccheri e calorie. E come ogni dietologo insegna, quando si segue un certo regime alimentare sono innanzitutto questi i dettagli che fanno la differenza.

Periodo e stagionalità

Il fico d'India è una pianta molto generosa: fruttifica infatti due volte l'anno. Per ottenere ciò, in Italia si è soliti effettuare nel mese di giugno l'operazione di scozzolatura, vale a dire la recisione di alcuni fiori per ritardare all'autunno la crescita del frutto. I fichi d'India di prima fioritura, che in Sicilia, terra d'adozione della pianta nel bacino del Mediterraneo - basti pensare che il novanta per cento del totale della produzione italiana viene dalle province di Catania, Caltanissetta e Agrigento -, si chiamano "agostani", vengono per l'appunto raccolti in agosto. Quelli di seconda fioritura maturano fra ottobre e dicembre, vengono denominati "scozzolati" o "bastardoni" e sono generalmente di dimensioni maggiori.

Valori nutrizionali e calorie

Consultando le tabelle nutrizionali, ci accorgiamo che i fichi d'India sono composti prevalentemente di acqua. I grassi sono praticamente assenti, il colesterolo lo è del tutto. L'apporto di carboidrati è limitato, e costituito interamente da zuccheri solubili. Significativa anche la percentuale di fibre (almeno 5 grammi su 150 di peso standard di un frutto). Tra i sali minerali, è il potassio a dominare largamente (190 milligrammi su 150 grammi di frutto), seguito dal calcio (30 milligrammi) e dal fosforo (25 milligrammi): quest'ultimo dato è estremamente significativo, dal momento che non sono molti i frutti in grado di apportare un contributo così ingente di tale elemento. Oltre alla vitamina C, non è affatto trascurabile neanche l'apporto di Vitamina A. Povero ma comunque presente il ferro.

Fanno ingrassare?

I fichi d'India sono forse l'alimento dietetico per eccellenza, grazie alle fibre che sbarrano letteralmente la strada agli zuccheri e alla presenza del potassio. Quindi non solo non fanno ingrassare, ma sono indicati per una dieta. Anche per la loro conformazione: frutti grandi, che appagano la fame, riempiono lo stomaco - perlopiù di acqua - e tengono a freno i peccati di gola. Unica cautela: l'ingestione dei semi, che a causa della loro viscosità possono formare degli agglomerati nell'intestino e causare delle ostruzioni.

Come si mangiano

Chi ha dimestichezza con questi frutti suggerisce di tenerli per qualche ora in acqua ghiacciata: così facendo, le spine diventeranno inoffensive e facilmente rimuovibili con un panno bagnato spesso (ad esempio un asciugamano). Quindi si rimuovono le estremità superiore e inferiore, infine si passa all'incisione longitudinale della buccia. Il frutto può essere sbucciato interamente (operazione consigliata), oppure se ne può estrarre la polpa scavandola con un coltello, sempre stando attenti alle eventuali spine residue. Oltre a essere un ottimo snack (anche secchi) lontano dai pasti, i fichi d'India sono un eccezionale complemento per macedonie e persino per insalate: da provare assolutamente con quelle a foglia larga. Alcuni cuochi propongono anche un risotto ai fichi d'India. Mentre in Sicilia c'è una lunga tradizione di torte, gelati, sciroppi, marmellate e confetture.

Quandi fichi mangiare al giorno

Malgrado il loro apporto calorico e zuccherino sia limitato, i fichi d'India sono comunque dei frutti di dimensioni e consistenza non trascurabili: vanno dunque consumati con relativa moderazione. In una dieta bilanciata, due o tre fichi d'India al giorno, mangiati in momenti diversi della giornata e alternati con altri frutti freschi, forniscono le quantità di nutrienti necessarie a rifornire e proteggere l'organismo. Le persone che denunciano carenze di potassio possono aumentare le dosi, ma devono fare attenzioni alle proprietà diuretiche del frutto e agli effetti collaterali che ne possono scaturire.

Valutazione Prodotti
  • Numero di recensioni : 14
  • Voto Medio : 4.6 /5
  • G. Maura
  •  il 04/10/2017
  • 4/5
Buoni
  • S. Matteo
  •  il 10/12/2016
  • 5/5
Perfetti
  • D. Rosa
  •  il 03/12/2016
  • 4/5
buono ma nella media di altri negozi
  • D. Francesca
  •  il 15/11/2016
  • 4/5
Buoni!
  • M. Anna
  •  il 27/10/2016
  • 5/5
Grazie
  • C. Franco
  •  il 24/10/2016
  • 5/5
XXXX
  • C. Bruno
  •  il 15/10/2016
  • 5/5
ottimo
  • M. Anna
  •  il 12/10/2016
  • 5/5
Dolcissimi... Ottimi.
  • D. Giovanni
  •  il 28/09/2016
  • 5/5
PERFETTO
  • D. Cristina
  •  il 19/09/2016
  • 4/5
Buoni
  • D. Viviana
  •  il 11/09/2016
  • 4/5
Buoni
  • I. Tiziana
  •  il 28/08/2016
  • 5/5
Prodotto arrivato in perfette condizioni
  • A. Orlando
  •  il 28/08/2016
  • 5/5
favolosi...
  • C. Salvatore
  •  il 28/07/2016
  • 4/5
Speravo fossero più saporiti.
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